PISCINE FUORI TERRA CHE PASSIONE!

Per tutti gli amanti dell’acqua, del benessere e del relax, che amano le piscine possono trovare nelle piscine fuori terra un accessorio di vitale importanza, alcuni non riescono a fare a meno e considerano la propria piscina un accessorio importante all’interno della propria abitazione.

Ad ogni stagione le piscine fuori terra si dimostra alla portata di tutte le famiglie, per chi non riesce a fare a meno dell’acqua e decide all’ultimo minuto di acquistare una piscina, forse per questo motivo trova il picco massimo di vendita nel periodo di agosto secondo i dati di Google Trend.

Chi desidera avere la piscina nella propria casa e non può avere una piscina interrata per svariati motivi quali possono essere alti costi da sostenere, tipologia del terreno non idoneo, vincoli paesaggistici, mancata autorizzazione e permessi per costruire, tempi di esecuzione, etc. , può optare per una piscina fuori terra, sono veloci da installare, semplici da gestire e si può avere subito con un solo click.

La gamma è vasta ed in commercio si trova di tutto, dalle più economiche a sacca fino alle eleganti rivestite in rattan o legno, alcune moderne e colorate, alle professionali, di tutti i tipi per tutti i gusti e tutte le tasche, scopriamo insieme i modelli più gettonati:

Classica a sacca

Classica piscina fuori terra composta da un telaio in acciaio e membrana a tenuta d’acqua, la differenza di prezzo da quelle più semplici a quelle più professionali risiede nella robustezza della struttura che le supporta e nello spessore e qualità del liner, quest’ultimo molto importante perché incide nella durata della piscina, i marchi leader sono le Intex, Bestway, Piscine Laghetto, Technypools.

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Le Rivestite

Rivestite in rattan, legno, pannelli di fibre sintetiche o altro materiale, sono un vero e proprio accessorio di arredo di alto design, alcune addirittura accessoriate con sedute, cuscini e prendisole, sono bellissime… difficile resistere al primo sguardo, alcuni dei marchi con i modelli più belli sono Laghetto, Gre e Techypools. 

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Le Professionali

Sono vasche costruite a doc su misura equipaggiate come una vera e propria interrata, il costo sale ma ne vale la pena il risultato e veramente mozzafiato tra le più belle i modelli realizzati da Aquazurra piscine, Primavera della Pool’s ed in ultima l’unica fuoriterra a sfioro di Proleader.

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Qualunque sia la piscina che desideri in commercio la trovi, l’unico consiglio da dare a chi sta per acquistare una piscina fuori terra è: scegli una piscina di qualità che duri nel tempo, che si inserisca in perfetta armonia con il giardino che l’ospiterà, pensa alla sicurezza e gestiscila al meglio!.

Enjoy your pool moment!!!!

Come costruire la tua piscina: cemento armato, casseri a perdere o in pannelli d’acciaio

Cemento armato

Il cemento armato, non è l’unica soluzione da scegliere per la realizzazione della propria piscina interrata, anche se è la più consigliata. La piscina realizzata con struttura in cemento armato è la più resistente e duratura, ma necessita di alcuni accorgimenti durante la progettazione e la preparazione: ad esempio una corretta miscela di calcestruzzo da impiegare in base alla classe di esposizione ambientale a cui è soggetta la struttura.

Per rendere la struttura di una piscina più duratura nel tempo, resistendo alle azioni aggressive dell’ambiente, agli attacchi chimici, all’abrasione o ad ogni altro processo di degrado che coinvolga sia il cemento che le armature metalliche, è necessario progettare la miscela da gettare seguendo la normativa UNI EN 206-1:2016, che prende in considerazione le classi di esposizione ambientale alle quali potrebbe essere esposta la struttura. Ad esempio la classe di esposizione XD2 vale per piscine sottoposte a condizioni ambientali molto aggressive, ovvero alla corrosione indotta da cloruri in ambiente perennemente bagnato.

Negli ultimi anni sono nate nuove tecnologie con l’intento di unire la solidità del cemento con una maggiore velocità di realizzazione: ne sono un esempio le piscine in cemento con casseri a perdere, in cui i casseri possono essere di vari materiali (cemento essi stessi, polistirolo, polipropilene/plastica), diventando parte della struttura stessa della piscina.

Casseri a perdere in polistirolo (EPS)

L’idea di costruire piscine in casseri di polistirolo, riempiti poi di cemento, deriva da sperimentazioni avvenute nel settore edile della Germania di fine anni Novanta e ormai questa tecnica è ampiamente diffusa anche per altre dinamiche, comprese le vasche idriche, per cui si è rivelata un’idea vincente: sia per la resistenza che questa struttura offre, sia per la velocità di costruzione rispetto alle normali opere cementizie, ma anche perché grazie alla proprietà del polistirolo si riesce ad ottenere un ottimo isolamento termico.

Ecco i vantaggi principali dell’EPS:

  • Leggero e resistente alla corrosione
  • Facilmente modellabile per varie esigenze di design
  • Fortemente isolante
  • Flessibile (resiste alle sollecitazioni meccaniche e termiche)
  • Facile da trasportare
  • Aumenta la sicurezza dei lavoratori
  • Economico

La base di costruzione è del tutto simile ad altre tipologie di piscine interrate: bisogna preparare con cura un basamento ben livellato e consolidato con una platea di cemento armato con rete di spessore 15-20 cm. Da questa base partono dei supporti metallici verticali che andranno ad infilarsi nei nostri blocchi di polistirolo. All’interno dei blocchi correrà una rete in ferro che dà consistenza alle pareti, facendo da armatura della piscina stessa. I blocchi poi vanno riempiti di calcestruzzo e rimarranno a formare la struttura della piscina.

Per quanto riguarda il rivestimento, invece si può sia utilizzare un liner in PVC, presaldato o da saldare sul posto. Il costo di una piscina in casseri di polistirolo è inferiore alla costruzione di una piscina in cemento ma leggermente superiore alla soluzione dei pannelli d’acciaio.

Casseri a perdere in polipropilene/plastica

Le piscine costruite con casseri a perdere in polipropilene sono mediamente più durevoli di quelle in polistirolo:resiste alle intemperie, all’umidità del terreno ed è meno soggetta a deformazione in caso di utilizzo quotidiano della vasca.

Il limitato numero di tipi di cassero non garantisce una piena libertà nella scelta di forme e dimensioni: i casseri sono prodotti mediante stampaggio, questo limita la libertà nella scelta di forme e dimensioni e anche una difficoltà nell’allineamento dei moduli che potrebbe essere disomogeneo.

Il rivestimento più consigliato e utilizzato nelle piscine in casseri a perdere in polipropilene è il liner in PVC, tuttavia, qualora il progetto della piscina presenti l’inserimento di scale o parti in vetroresina, si potrebbero creare perdite e quindi danni nei punti di collegamento.

La struttura è mediamente durevole, tuttavia, lo scarso spessore del liner utilizzato per il rivestimento, ne decreta un veloce deterioramento e quindi una sostituzione a pochi anni dall’acquisto.

Pannelli d’acciaio

Una valida alternativa al cemento sono le piscine interrate costruite utilizzando pannelli di acciaio prefabbricati, molto diffuse in ambito residenziale. Il vantaggio maggiore legato a costruzioni di questo tipo è la semplicità: questo sistema offre grande libertà di progettazione della struttura (aspetto citato per le vasche in cemento), con una velocità di montaggio paragonabile però solo alle piscine prefabbricate. Sono formate da pannelli autoportanti di acciaio zincato posizionati nello scavo seguendo la forma desiderata. I materiali sono progettati per resistere alle pressioni di terreno e acqua, e per offrire una gran durata.

Le piscine in pannelli d’acciaio interrate possono essere installate su qualsiasi tipo di terreno. Richiedono una base in cemento armato con rete elettrosaldata perfettamente livellata su cui vengono posati i pannelli e il fondo del rivestimento della piscina. Non sono necessarie tuttavia le opere di rinforzo, quindi il risparmio di tempo e costi è davvero notevole.

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Ecco i vantaggi principali dei pannelli d’acciaio:

  • Grande resistenza statica
  • Costruzione solida grazie alla struttura autoportante ed elastica
  • Installazione semplice e veloce
  • Riduzione del costo di lavoro e manutenzione
  • Libertà di scelta di forma e dimensione della struttura

La piscina in pannelli d’acciaio è la soluzione ideale per coloro che vogliono costruire una bella piscina e funzionale, con un ottimo rapporto qualità-prezzo.


Scegli il tuo sistema di circolazione: sfioro o skimmer

In un precedente articolo abbiamo affrontato l’argomento della depurazione come strumento utile per il riciclo dell’acqua attraverso il sistema di circolazione. A tal proposito la Norma UNI 10637/2016 prevede che tutti i tipi di trattamento di depurazione dell’acqua della piscina devono essere funzionanti in modo continuativo nell’arco delle 24 ore, con un ricambio giornaliero di almeno 30 litri d’acqua per bagnante e in ogni caso non inferiore al 2,5% del volume della vasca. Gli impianti di filtrazione devono inoltre garantire, a seconda del tipo di vasca, un tempo di ricircolo minore o uguale a quello stabilito e comunque nel range da 1 a 6 ore.

In fase di progetto è importante scegliere il tipo di ricircolo che desideriamo utilizzare, tenendo in considerazione che sono due le tipologie principali in commercio:

Sfioro: bordo sfioratore e sfioro infinity

Lo sfioro è la soluzione estetica e funzionale migliore, è quello che garantisce la miglior pulizia superficiale in quanto l’acqua si trova allo stesso livello del bordo vasca, per consentirle di raggiungere agevolmente la canaletta di sfioro: questa può interessare l’intero perimetro della piscina o solo una parte, e spesso viene coperta da una griglia in plastica, acciaio, pietra ricostruita o addirittura con ciottoli.

La realizzazione dello sfioro è comunque abbastanza costosa e si devono valutare alcune specifiche caratteristiche in fase di progettazione:

  • Si deve realizzare anche una vasca di compenso, che ha lo scopo di ripristinare il livello dell’acqua quando i bagnanti entrano ed escono dalla piscina, un serbatoio per integrare il volume dell’acqua con la stessa acqua presente in piscina (alla stessa temperatura e già disinfettata), altrimenti ogni volta si dovrebbe immettere acqua nuova, più fredda e non trattata. Per il calcolo del volume della vasca di compenso di una piscina privata dobbiamo seguire la normativa UNI EN 16713-2.
  • Vanno sempre considerati gli assestamenti del terreno successivi alla realizzazione (va considerato il peso della struttura e dell’acqua contenuta) che possono provocare piccoli movimenti della vasca modificando l’inclinazione del bordo. Risulta quindi importante valutare bene il grado di compattezza del terreno dopo lo scavo, verificare l’eventualità di piccoli smottamenti, oppure la presenza di falde freatiche superficiali.

Negli ultimi anni si sono sviluppate piscine con bordo sfioratore “a fessura”, ovvero nascosto da un rivestimento che consente all’acqua di raggiungere la canalina attraverso una fessura, oppure con sfioro “sottobordo”, in cui la canaletta è totalmente coperta dal rivestimento e l’acqua scompare sotto il suo bordo.

La scelta di costruire una piscina con sfioro a cascata è di gran lunga la migliore a livello estetico. Bellissime ed estremamente eleganti, hanno uno o due lati “aperti” che consentono all’acqua di tracimare e scivolare lungo le pareti esterne del bordo, formando una piccola cascata. L’acqua che cade viene poi raccolta da un’apposita canalina, che può essere nascosta all’occhio con ghiaia o sassi, e convogliata nella vasca di compenso per la filtrazione.

La vasca di compenso è solitamente interrata, ma se si hanno a disposizione un terreno digradante è possibile realizzarla all’esterno, creando una cascata ed un effetto ottico che fa percepire la piscina come estesa oltre la linea dell’orizzonte. Questo genere di soluzione è definita sfioro panoramico e la piscina prende il nome di Infinity pool.

La circolazione vera e propria viene assicurata da immissori che convogliano l’acqua filtrata in vasca e provocano un movimento che tende a spingere verso lo sfioro lo sporco che si deposita sulla superficie. Nel sistema a sfioro gli immissori sono normalmente posizionati sul fondo della vasca e disposti in modo da garantire una circolazione uniforme.

Skimmer

Si tratta della soluzione costruttiva più praticata per semplicità e risparmio economico visto che non serve neppure la vasca di compenso. Il ricircolo viene assicurato da un numero preciso di skimmer dai quali viene aspirata l’acqua superficiale e convogliata al gruppo di filtrazione. Gli immissori, che sono posizionati in parete, hanno il compito di favorire, spingendo, il movimento dell’acqua verso gli skimmer.

Un pò di nozioni tecniche: il numero di skimmer dipende dalla superficie della vasca e ognuno di essi coprirà circa 25 mq di superficie, per ogni skimmer inoltre si prevedono 2 immissori. Se per le piscine a sfioro l’acqua si trova allo stesso livello del bordo vasca, in quelle a skimmer, invece, l’altezza dell’acqua dipende da quella degli skimmer appunto, variando generalmente tra i 7 ed i 15 cm al di sotto del bordo.

Il posizionamento degli skimmer e degli immissori deve essere pensato in modo da favorire il ricircolo del volume di acqua contenuto nella vasca, e di solito questo è contrapposto, cioè l’immissore deve spingere verso uno skimmer e non dovrà avere forze contrarie che impediscano un movimento corretto dei fluidi, va poi progettato a seconda della forma vasca, e in considerazione dei venti dominanti, che dovranno sempre essere a favore.


Impermeabilizzazione e rivestimenti per piscine: come fare la giusta scelta

Sul mercato sono offerte numerose soluzioni per quanto riguarda l’impermeabilizzazione e i rivestimenti per le piscine, con prezzi molto variabili e con risultati estetici estremamente diversi. Saper scegliere il materiale più adatto, a seconda della conformazione del terreno, della zona d’installazione (esposizione al sole o all’ombra) e delle necessità progettuali sarà possibile però solo avvalendosi di professionisti seri e preparati che possono suggerire le soluzioni migliori.

Scopriamo insieme i diversi tipi di rivestimenti per piscine:

Liner

Si tratta di un rivestimento realizzato in PVC (polivinilcloruro) dello spessore che varia tra 0,75 mm e 1 mm, saldato in fabbrica nella dimensione della vasca. Le saldature sono realizzate con speciali macchinari che rendono quasi impercettibili i punti di giunzione, con un effetto estetico molto gradevole. Il suo ridotto spessore non deve far pensare ad una debolezza e quindi ad una durata limitata, normalmente viene garantito 10 anni per la resistenza ai raggi UV.

Il fatto di essere realizzato in un blocco unico (sacco) rende più semplice il montaggio, viene fatto con l’ausilio di aspiratori che lo fanno aderire alle pareti per poterlo spianare in modo da evitare la formazione di antiestetiche “grinze”. Lo si trova disponibile in diverse colorazioni e stampe che simulano mosaici e motivi ornamentali.

Una vasca rivestita con questa sistema non deve mai essere completamente svuotata, perché il liner tende a ritornare nella sua posizione originale e il successivo riempimento potrebbe causare distaccamenti della superficie. Consigliamo di fare eseguire questa operazione da personale competente.

Il vantaggio principale del liner è comunque quello di essere il sistema di impermeabilizzazione più economico e rapido da installare.

PVC armato

Si tratta di un doppio strato di PVC dello spessore di 1,5 mm con interposta una rete di rinforzo che gli conferisce una maggior rigidità ed anche una maggior robustezza in caso di abrasioni.

Questo materiale, fornito in teli di altezza variabile fra 1,65 e 2 metri, deve essere saldato a caldo direttamente sul posto con speciali attrezzature.

Questo rivestimento non ha le limitazioni del liner riguardo la questione dello svuotamento a fine stagione, ma viene garantito per lo stesso numero di anni in quanto il materiale ha la stessa resistenza ai raggi UV; unici due aspetti “negativi” sono il costo leggermente superiore legato alla montatura e che le giunte tra una saldatura e l’altra sono più visibili non essendo un unico sacco.

Ha però il vantaggio di adattarsi a qualunque forma, perché la piscina viene proprio “vestita” su misura, ed è quindi una scelta obbligata su forme irregolari, su piscine a sfioro, spiagge, isole, ecc.

Anche questo materiale è disponibile in numerose tonalità di colore e stampe.

Mosaico vetroso

Si tratta di rivestimenti esteticamente molto belli dedicati a piscine di un certo pregio a causa dei costi che possono anche raggiungere cifre esorbitanti a seconda del tipo di materiale che si sceglie (per i mosaici con lamina d’oro inserita si può arrivare ad oltre 1.000 euro al metro quadro).

Prima di posare il mosaico vetroso si dovrà procedere ad una perfetta impermeabilizzazione delle pareti e del fondo con speciali malte elastiche e reti in fibra di vetro. Quando si sceglie un rivestimento di questo tipo, bisogna anche mettere in conto che sarà necessaria una manutenzione costante negli anni.

Piastrelle

Le piastrelle da piscina sono spesso utilizzate per le copertura di grandi superfici, specie negli impianti sportivi. Si consiglia di optare per questo rivestimento soltanto in presenza di terreni particolarmente stabili perché eventuali assestamenti potrebbero creare crepe e causare infiltrazioni. Le piastrelle più utilizzate sono in gres porcellanato o clinker. La fase più delicata – come per il mosaico –  è quella precedente alla posa, ossia l’impermeabilizzazione che deve avvenire con colle resistenti all’acqua, gelo, pressioni e contropressioni.

Pietra

Rappresenta una valida soluzione per quei contesti con vincoli paesaggistici in cui l’inserimento della piscina deve avvenire in armonia con l’ambiente naturale circostante. Capaci di donare antiche suggestioni o di esaltare le linee moderne della vostra piscina, le diverse tipologie di pietre vanno scelte con estrema cura e attenzione. La loro posa avverrà in una fase successiva all’impermeabilizzazione della vasca.

Resina

Le resine sono un materiale flessibile e resistente, particolarmente versatili dal punto di vista cromatico e permettono un ampio margine di personalizzazione e possiedono proprietà impermeabilizzanti.

Pittura

Abbiamo lasciato per ultima questo soluzione di rivestimento, la più economica tra quelle prese in esame, ma anche la meno duratura. Pur considerando di eseguire una buona applicazione iniziale, realizzata con tutte le accortezze necessarie (pulizia perfetta del fondo, mani di fissativo e successiva applicazione di più mani di pittura speciale), rende necessaria una ripresa ogni 2-3 anni, e il risultato estetico e funzionale lascia molto a desiderare pur utilizzando prodotti di buona qualità (esempio il clorocaucciù). Consigliamo di valutare questa scelta solo per soluzioni provvisorie, in attesa di un rivestimento più duraturo.


Le forme dell’acqua, scegli la piscina più adatta a te!

I documenti necessari per costruire una piscina

Il momento della progettazione di una piscina interrata è tra le più impegnative ed è naturale pensare subito alla forma della piscina, posizione, materiali. Questi aspetti però in fondo non sono così banali perché andranno a condizionare poi tutto il processo di realizzazione vero e proprio del bacino.

Vediamoli insieme:

Forma

Quando si pensa alla forma della propria piscina bisogna considerare che se le forme sono troppo complesse sarà più difficile riuscire a realizzare una circolazione dell’acqua in modo ottimale. Una seconda valutazione si dovrà fare pensando agli eventuali accessori futuri (teli di copertura, coperture telescopiche, pulitori automatici ecc.) perchè se infatti le forme sono molto irregolari, adattare dei componenti è di solito molto più costoso e con risultati estetici e funzionali discutibili.

La scelta vincente è quindi di realizzare forme che siano ben integrate con l’ambiente, che permettono anche di valorizzare gli spazi disponibili, riprendendo linee presenti in un giardino, pensando anche agli spazi da destinare al relax e le aree gioco per i bambini.

Dimensioni

In primo luogo dipendono dallo spazio disponibile, senza mai esagerare, considerando che una piscina ad uso familiare ha una dimensione ottimale attorno ai 50 metri quadrati. Non si tratta di una regola, ma del punto di incontro fra i benefici e i costi di gestione. La tendenza attuale è quella di realizzare vasche di dimensioni più piccole, ma con un maggior numero di accessori. La dimensione dipende però anche dall’uso che vogliamo fare della vasca, se ci sono esigenze terapeutiche, puramente ludiche-ricreative oppure sportive.

Profondità

Una attenzione particolare va spesa sulla questione della profondità, questo perché quella ideale dipende da molti fattori diversi che, alla fine, si riducono ad una scelta personale che solo chi la utilizzerà può prendere.

Fino ad alcuni anni fa si tendeva a realizzare vasche molto profonde, oggi questa tendenza è in disuso, perché ci si è resi conto che gli aspetti negativi prevalgono sui benefici:

  • Sicurezza: una vasca troppo profonda è pericolosa, non solo per chi non sa nuotare.
  • Comfort: le vasche profonde impiegano più tempo a scaldarsi con i raggi solari e mantengono gli strati bassi più freddi.
  • Utilizzo: nelle zone dove non si tocca, si deve per forza nuotare, limitando quindi gli spazi di gioco e relax.

Come scegliere le dimensioni giuste per la tua piscina?

  • Una piscina di uso ricreativo necessita di un’area larga e poco profonda (non vi saranno limiti particolari per quanto riguarda la forma) in cui dedicarsi a giochi, sport di squadra o esercizi di fitness da praticare in acqua.
  • Se hai intenzione di utilizzare trampolini o scivoli avrai decisamente bisogno di una piscina con profondità minima di 2,50 metri.
  • Per una piscina destinata ad attività sportive non sarà necessaria una grande profondità, basta che sia almeno di 1,20 metri per non urtare con gambe e braccia.
  • In caso di bambini è ideale optare per un fondo di 40-50 cm.
  • In caso di animali domestici a casa nel progettare la vasca si può optare per un’entrata a spiaggia o una larga scala che gli assicurerà di trovare facilmente l’uscita.

Profondità vasca

Aspetto da non sottovalutare durante la progettazione di un bacino è il tipo di fondo da utilizzare, soprattutto in relazione poi al materiale che si desidera impiegare per il rivestimento.

Ne esistono tre tipologie principali:

  1. fondo piano: tutta la vasca ha la medesima profondità (ideale per un uso ricreativo della piscina, di cui abbiamo parlato prima);
  2. fondo inclinato: il fondo prosegue in pendenza fino alla profondità massima desiderata;
  3. fondo con buca per i tuffi: presenta una buca più profonda ad un’estremità della vasca.
Esistono tre tipologie principali di fondi piscina: fondo piano, fondo inclinato e fondo con buca per i tuffi.

In ogni caso, se la vostra scelta è quella di una zona più profonda, suggeriamo di prevedere comunque uno scalino largo circa 30 cm lungo tutto il perimetro, per consentire a chiunque di “girare” dentro la piscina in sicurezza, accorgendosi del variare della profondità.

Pratiche burocratiche ed edili per la costruzione di una piscina

I documenti necessari per costruire una piscina

Per costruire una piscina di cosa abbiamo bisogno? I documenti da possedere sono un punto importante, soprattutto perché la situazione può variare per il luogo (regione e comune), per le diverse caratteristiche strutturali e per la condizione di pertinenza (piscina permanente, piscina smontabile, piscine tutelate da vincolo paesaggistico o idrogeologico) all’immobile principale.

Non c’è comunque una linea di riferimento univoca: molto dipende dai piani regolatori dei singoli Comuni, motivo per cui è necessario, come prima cosa, rivolgersi agli uffici comunali preposti. Saranno loro, a chiarire tutti i dubbi, soprattutto in merito a eventuali vincoli paesaggistici o ambientali.

Il Testo Unico Edilizia e i piani regolatori comunali

Il Testo Unico Edilizia (DPR 380/01) prevede che le Regioni a Statuto Ordinario possono ampliare o ridurre l’ambito applicativo delle disposizioni che riguardano le opere eseguibili con il Permesso a Costruire e la SCIA  e che le stesse opere assentibili con tale titolo edilizio devono essere conformi alle previsioni dei piani regolatori, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico dell’edilizia vigente.

Il volume e l’impatto ambientale è diverso a seconda che si voglia realizzare una piscina scoperta oppure una piscina coperta confinata entro strutture chiuse permanenti o di tipo misto. L’impianto natatorio da realizzare può essere dotato d’autonomia costruttiva e funzionale ma può anche essere legato da un vincolo di pertinenza con un altro immobile, per essere volontariamente destinato al suo servizio. Altra cosa che va considerata è se la piscina costituisce una costruzione indipendente e autonoma, oppure se va integrata in un immobile già esistente.

1. Permesso di costruire

Il primo passaggio è costituito dal permesso di costruire, a cui si dovrà ricorrere per la realizzazione della piscina. Questo permesso viene richiesto se:

  • la struttura che si vuol costruire non è legata ad un altro immobile o se ha un volume superiore al 20% dell’edificio principale;
  • interventi pertinenziali espressamente classificati come nuova costruzione dagli strumenti urbanistici comunali, in base a zonizzazione e pregio paesistico ambientale;
  • può essere necessario anche nel caso in cui la zona dove si intende costruire sia vincolata da particolari norme paesaggistiche e idrogeologiche che richiedano un apposito permesso di  costruire.

Non è comunque da escludersi che, in talune Regioni, in “alternativa” al suddetto Permesso a costruire sia possibile optare per la SCIA (Segnalazione certificata d’Inizio Attività), ciò sulla base del principio di “legislazione concorrente” previsto dal comma 2 Art. 10 del suddetto D.P.R. 380/01.

2.  SCIA (ex DIA)

Al di fuori di questi casi, l’intervento di natura pertinenziale esce dal regime del Permesso di Costruire per rientrare in quello della SCIA (e in passato, DIA), quindi escluso anche dal più severo regime sanzionatorio penale dell’art. 44 DPR 380/01.

Sebbene questa sia la procedura standard, è necessario sempre informarsi presso l’ufficio tecnico del Comune per verificare se ci sono vincoli di tipo paesaggistico o eventuali altre norme del piano regolare, come caratteristiche progettuali, forma, colore, dimensioni della piscina. Accertarsi anche, se si hanno dei dubbi, che sotto il giardino non passino condutture idriche, elettriche o del gas, oppure scarichi fognari.

3. Autorizzazione alla Soprintendenza

Se poi, la propria abitazione, rientra in zone soggette a vincolo paesaggistico o storico-architettonico, è necessario avere anche l‘Autorizzazione della Soprintendenza. Una volta ottenuta anche questa, si può procedere coi lavori. Se però, l’area di costruzione è gravata dal vincolo idrogeologico, è necessario rivolgersi anche ad un geologo iscritto all’albo per ottenere un’ulteriore autorizzazione. Solo a questo punto, si potrà dire di essere davvero in regola per la costruzione della propria piscina. E basterà assicurarsi che i lavori rispettino il Codice Ambiente.

Per quello che riguarda le piscine smontabili e fuori terra le cose sono più facili anche se è comunque consigliabile sbrigare tutte le pratiche nel periodo invernale per avere il tempo di riuscire a risolvere le pratiche burocratiche ed edilizie e arrivare così all’estate pronti per fare il bagno.

Arredo living piscine

Tessuti, rivestimenti e accessori per rendere unico anche l’ambiente piscina

Che voi abbiate già una piscina oppure stiate pensando di costruirla, è sempre tempo di organizzare l’arredo living dell’ambiente intorno alla vasca, sia che si trovi all’esterno che in un ambiente coperto.

Introdurre qualche novità nel look del giardino, cambiare i rivestimenti e i tessuti oppure iniziare ad avvicinarsi al mondo degli arredi per piscine può risultare molto divertente.

Ecco qualche consiglio:

Arredi

Scegliete un arredo in linea con i mobili della casa. Questo vi aiuterà a creare una piacevole continuità tra tutti gli ambienti della casa. Inoltre se all’esterno non avete una zona d’ombra vicino alla piscina, vi consigliamo di installare un gazebo. Vista l’abbondanza di modelli, il consiglio è sempre lo stesso: scegliete quello più in stile con l’arredamento della casa e con i mobili posti all’esterno.

Materiali

Scegliete il materiale più adatto per esterni o interni:

  • In una casa fuori città, o antica, potrete scegliere degli arredi di ferro battuto, eleganti e sempre attuali, si possono abbinare con tessuti diversi, donando di anno in anno uno stile nuovo al vostro living piscina.
  • Il legno o teak si sposa bene su tutti gli ambienti, da quelli classici a quelli più moderni, perché è presente in diversi toni, finiture e colori. Esistono diverse varietà di legno molto resistenti anche agli agenti atmosferici anche se vi ricordiamo che questo materiale necessita comunque di interventi di manutenzione ordinaria.
  • Il rattan (fibra naturale usata per l’intreccio) comodo e facile da pulire, grazie alle diverse colorazioni si può usare davvero in moltissimi ambienti, anche in questo caso, aggiungendo cuscini colorati o eleganti, potrete donare al vostro spazio uno stile sempre nuovo. In commercio esistono anche l’ecorattan, il polyrattan e il rattan sintetico che indicano tutti una fibra sintetica che imita nell’aspetto il rattan  ma che ha le caratteristiche di resistenza di un polimero tecnologico.
  • In polietilene esistono in commercio tutti gli arredi “pop” per eccellenza, belli, colorati e comodi adatti a chi ama uno stile moderno e di tendenza senza spendere grandi cifre.

Illuminazione

Non trascurate l’illuminazione quando curate l’arredo living piscine. Con semplici giochi di luce potrete creare geometrie spettacolari e affascinanti, mettere in risalto alcuni elementi e nasconderne altri. Per occasioni particolari aggiungete sempre qualche lanterna, il fuoco vero dona un tocco magico ad ogni cornice scenica, anche se l’ambiente è molto piccolo.

Idromassaggio

L’idromassaggio permette di distendere, rilassare e massaggiare la muscolatura, magari tesa da una giornata stressante. I getti dell’idromassaggio hanno la funzione di decomprimere e comprimere i tessuti, rivitalizzando la muscolatura. L’idromassaggio, inoltre, stimola la circolazione favorendo il drenaggio dei liquidi e la tonificazione muscolare rilasciando endorfine utili nei periodi di maggiore stress.

Geyser

I geyser emettono un getto ad alta pressione che miscela aria e acqua, sono installati sul fondo della piscina per garantire un piacevole massaggio plantare e linfodrenante che in poco tempo si diffonde a tutto il corpo.

Fontane cervicale

Queste fontane sono installate a bordo piscina e, oltre ad essere molto eleganti, sono anche ottimi per rilassare la cervicale e distendere tutta la schiena.

Nuoto Controcorrente

Il nuoto controcorrente è un accessorio che trasforma letteralmente la piscina. Potrete nuotare per chilometri e chilometri restando sul posto qualunque sia la dimensione della vostra vasca. Grazie al sistema di miscelazione dell’aria, potrete regolare l’intensità del getto, trasformando anche il nuoto contro corrente in idromassaggio.

Le 10 piscine più belle al mondo

Quali sono le migliori 10 piscine al mondo? Feni Pool Solutions vuole stuzzicare la vostra curiosità proponendovi una classifica di 10 meravigliose piscine, le più lussuose e originali del mondo, e per l’occasione faremo un tour intorno al mondo per descrivere quelle che sono le strutture migliori per progettazione e location.

10 – Resort Royal Towers Atlantis, Bahamas

Magari qualcuno pensa che alle Bahamas non ci sia bisogno di piscine visto che ci troviamo in uno dei mari più belli del mondo eppure Atlantis Paradise Island ne ha costruite ben 11 nel suo resort tematico. Una a tema Maya, una con cascate, una con musica anni Ottanta e una per soli adulti con capanne private… non manca il mare, non mancano le piscine e men che meno la fantasia!

9 – The Iceberg, Australia

Questa piscina di acqua salata e delle dimensioni di 1500 metri quadrati è stata costruita nel 1929 a Sidney poco a sud di Bondi beach, una delle più famose spiagge dell’Australia. The Iceberg è particolarmente nota in quanto posizionata praticamente a bordo oceano: nuotare con le onde che si infrangono sulla vasca è davvero fantastico.

8 – Perivolas Hotel, Grecia

Hotel Perivolas di Santorini possiede una piscina a sfioro con vista mozzafiato sul Mar Egeo. Lusso, panorami mozzafiato, una soluzione romantica per chi non vuole farsi mancare proprio niente!

7 – Blue Lagoon, Islanda

Spettacolare sorgente termale vulcanica a Grindavik, 40 minuti dalla capitale islandese, Reykjavík. Acque turchesi a temperature di circa 40 gradi, con servizio bar, varie soluzioni di accommodation, completamente immersa nella natura, in un panorama lavico unico.

6 – Hotel Belmond Caruso, Costiera Amalfitana

L’Hotel Belmond Caruso è una dimora dell’XI secolo elegantemente restaurata per offrire servizi esclusivi. Un hotel extralusso che ha in questa piscina riscaldata a sfioro il suo fiore all’occhiello. La vista sulla Costiera Amalfitana dal bordo della piscina è una di quelle cose che non ha prezzo.

5 – Resort San Alfonso del Mar, Cile

Questa meravigliosa laguna artificiale detiene il primato di piscina più grande del mondo (1013 metri di lunghezza, 35 metri di profondità, 2 mln e mezzo di litri d’acqua salata). Nuotare in una piscina così grande è un’esperienza davvero particolare ed assolutamente suggestiva.

4 – Four Season Safari Lodge, Tanzania

Questa piscina a sfioro si trova a strapiombo su uno stagno nel bel mezzo del Serengeti, nel cuore della Tanzania e mentre vi godete un bagno in piscina, a pochi metri da voi, i più grandi animali della Savana si abbeverano comodamente. Sembra un film della Disney ma invece è la realtà del Four Season.

3 – Hotel Marina Bay Sands, Singapore

Medaglia di bronzo per questa meravigliosa vasca a sfioro costruita a 200 metri d’altezza, sulla terrazza dello Sky Park Resort, il più importante casinò della città-stato di Singapore. La piscina è lunga 142 metri ed offre la possibilità di ammirare una vista mozzafiato rilassandosi in acqua.

2 – Ubud Hanging Gardens Hotel, Indonesia

Al secondo posto della classifica dedicata alle 10 piscine più belle del mondo troviamo la piscina del resort Ubud Hanging Gardens Hotel. Si tratta di un complesso realizzato da più vasche pensili poste a livelli diversi tra loro: davvero uno spettacolo per gli occhi e il cuore.

1 – Anantara Golden Triangle Resort & Spa, Thailandia

Sul gradino più alto del podio troviamo l’incredibile piscina a sfioro dell’Anantara Golden Triangle Resort. Questa meraviglia si trova in Thailandia, tra le bellezze naturali del Triangolo d’Oro, ed è in grado di regalare un’esperienza unica ai pochi fortunati che hanno la possibilità di vederla dal vivo.

Piscine termali: benefici e relax

Combattono gli stati infiammatori, migliorano l’attività delle vie respiratorie e donano immediato relax

Il termine “termale” indica che l’acqua in questione si trova nelle profondità del sottosuolo e la sua temperatura ha raggiunto dai 20 fino ai 63 gradi: il fattore temperatura è molto importante perché più è elevata e più minerali sono presenti. Fin dall’antichità infatti l’uomo ha fatto ricorso alle acque termali per curare i più svariati disturbi del corpo (e della mente).

In particolare le acque termali contengono, in misura variabile, zolfo, iodio, cloro, ferro, elementi di calcio e microelementi di altre sostanze, che consentono diversi trattamenti terapeutici ideali ed efficaci per curare i disturbi osteo-articolari, respiratori e perfino ginecologici ma anche ottimi per riattivare la circolazione e drenare i liquidi.

Ampiamente diversificato è anche il campo dei metodi d’impiego dell’acqua termale, che può essere assunta come bevanda, per svolgere inalazione, o sfruttata per praticare bagni, impacchi, fanghi e massaggi.

Vediamo insieme a Feni Pool Solutions però quali sono i benefici maggiori:

1. Curano i disturbi alle vie respiratorie

Le acque termali sono consigliate anche per chi ha disturbi alle vie respiratorie, per combattere sinusiti, otiti e altre patologie collegate.

2. Azione antinfiammatoria

Lo zolfo e il bicarbonato di sodio contenuti nelle acque termali hanno una riconosciuta azione antinfiammatoria sulle cartilagini articolari.

3. Rafforzano il sistema immunitario

Le acque termali hanno un’azione di stimolazione del sistema immunitario, favorendo la produzione di immunoglobuline secretorie e circolanti.

4. Proprietà antisettiche

Le acque termali hanno anche proprietà antisettiche, legate alla presenza di sali alogeni come iodio e cloro, che permettono il potenziamento di quegli enzimi presenti nei globuli bianchi responsabili della distruzione dei batteri.

5. Ottimo per risolvere problemi ginecologici e tiroidei

Anche la tiroide e l’apparato genitale possono trarre beneficio dalle acque termali che stimolano la sintesi di gonadotropine e la capacità di contrazione delle tube, nonché favoriscono una regolazione del ciclo mestruale.

6. Regolarizzano l’intestino

Alcune acque termali sono anche potabili e la loro particolare composizione è benefica soprattutto per chi soffre di colon irritabile, stipsi e irregolarità intestinale.

7. Combattono le infezioni della pelle

Le sorgenti di acque termali, in particolare quelle sulfuree, sono particolarmente indicate per le forme croniche di dermatite atopica e di dermatite seborroica.

8. Azione di benessere psico-fisico

Il fango termale è una miscela di argilla e acqua termale che produce le condizioni ideali per lo sviluppo di microalghe dotate di particolari proprietà curative e si rivela ideale per la cura dell’osteoporosi, osteoartrosi e dei reumatismi extra-articolari. Un soggiorno alle terme, anche breve, è capace di regalare benefici prolungati nel tempo, che si manifestano in una generale sensazione di benessere psico-fisico e relax.

Inverno, tempo di relax in Spa, Terme e Hammam

Spesso sentiamo parlare di Spa, Terme e Hammam e ma diciamoci la verità, non è sempre facile capire le differenze tra questi luoghi devoti al ritrovamento del benessere e della pace interiore. L’inverno si sta avvicinando e anche tutte le festività natalizie, e cosa c’è di meglio di trascorrere del tempo in un centro benessere? Proviamo a fare un pò di chiarezza in merito.

Spa – acqua termale o marina

Il termine Spa deriva dal nome di un piccolo villaggio Belga di nome Spa, che raggiunse la notorietà intorno al XVI secolo proprio grazie alle proprietà uniche delle sue acque. Situato nelle provincia di Liegi, Spa ha visto passare per le sue fonti personalità storiche quali Victor Hugo, lo zar russo Pietro il Grande, Casanova e molti altri nomi di spicco della nobiltà europea di quell’epoca. Uno scorcio di tutta questa mondanità, che passò per Spa, è ritrovabile perfino nell’unico film storico che Stanley Kubrick ha dedicato a questo periodo: Barry Lyndon.

Per Spa si intende un centro benessere dove vengono eseguiti solamente trattamenti a base d’acqua, termale o marina, come ad esempio l’idroterapia e la talassoterapia. All’interno di una Spa si trovano idromassaggi, percorsi Kneipp con acqua calda e fredda alternate, impacchi con fanghi e alghe terapeutiche, tutti trattamenti ideali ed efficaci per curare i disturbi osteo-articolari, respiratori e perfino ginecologici ma anche ottimi per riattivare la circolazione e drenare i liquidi. Le Spa possono trovarsi sia in città che fuori, e le più efficaci sono quelle costruite dove si trova una fonte termale le cui acque abbiano delle particolarità curative.

All’interno di una Spa si trovano:

  • Vasche idromassaggio: vasche dove viene sfruttata la pressione esercitata da getti di aria calda e fredda al fine di stimolare la circolazione sanguigna. Questo tipo di trattamento viene consigliato per le patologie osteoarticolari. Solitamente ai bordi delle vasche sono situate delle docce calde o fredde per ottenere lo stesso effetto sulla schiena e gli arti superiori.
  • Percorso Kneipp: percorso che prevede getti d’acqua calda e fredda dal ginocchio in giù.
  • Bagno turco: trattamento che si svolge in un ambiente chiuso, in cui l’umidità relativa è molto alta e la temperatura può variare dai 40 ai 60°C. Viene consigliata per una profonda pulizia e purificazione della pelle, e per favorire la circolazione dato che il primo effetto del calore è proprio la dilatazione dei vasi sanguigni.
  • Sauna finlandese: è un bagno di calore a secco, ovvero una sala isolata solitamente di legno dove la temperatura è compresa tra gli 80 e i 100°C. La funzione della sauna è di generare un’importante traspirazione della pelle con un’umidità compresa tra il 10 e 20%.
  • Sauna infrarossi: si tratta dell’evoluzione della sauna finlandese tradizionale. La differenza sta nel sistema di emanazione di calore: nelle saune ad infrarossi il calore viene sprigionato tramite infrarossi, che penetrano direttamente nel corpo senza scaldare eccessivamente l’aria circostante. Questo tipo di sauna dà la possibilità di evitare i malesseri e cali di pressione dovuti al caldo umido di altri trattamenti (come il bagno turco per esempio).

Terme – acqua sorgiva

Nel caso in cui una Spa sfrutti le benefiche acque sorgive provenienti dal sottosuolo allora si può parlare di Terme. Generalmente alle terme i percorsi e i trattamenti idroterapici presenti sono gli stessi di quelli delle Spa, anche se, in alcuni casi, proprio per godere al meglio della salutare qualità dell’acqua, vengono semplicemente create delle vasche di acqua pura in cui potersi immergere.

Anche qui potrete trovare differenti proposte. Ad esempio ci sono centri il cui scopo è il dimagrimento, ottenibile tramite un’alimentazione controllata e sana (da qui l’appellativo farm, ovvero fattoria). Molti di questi abbinano all’alimentazione anche alcune attività sportive seguite, o il linfodrenaggio attraverso la massoterapia, massaggio thailandese e shiatsu.

Hammam

L’Hammam è il luogo termale dove i musulmani effettuano i loro rituali per poter adempiere all’obbligo canonico della preghiera giornaliera. La pratica di pulizia corporea viene eseguita fino a 5 volte al giorno, e deve essere svolta sia dagli uomini che dalle donne in Hammam separati.

Oggi è possibile ritrovare gli Hammam anche nelle nostre città dei centri costruiti secondo l’antica tradizione islamica. Rispetto alle Spa e alle terme però gli spazi si riducono, non ci sono più vasche per immersioni o piscine e zone dedicate allo sport ma rimangono tre sale essenziali: un vestibolo (camekan), dove ci si sveste e luogo in cui ci si rilassa fumando narghilè al termine della permanenza, una sala tiepida e una stanza più calda (harara) dove il vapore acqueo satura l’ambiente portandolo ad una temperatura che oscilla fra i 45 e i 60 gradi con un’umidità del 90%- 95%.

Inoltre nell’Hammam più all’avanguardia è possibile trovare stanze destinate al massaggio e al relax, bagni di vapore con saponi provenienti dal Marocco, gommage esfoliante e idromassaggio, massaggi di tipo olistico, rilassanti o tonificanti, con la possibilità di gustare del tè sdraiati tra divani e ampi cuscini.