Le piscine con l’acqua salata

Stop ai prodotti chimici grazie ai sistemi di disinfezione al sale

Le piscine ad acqua salata stanno spopolando sempre più come alternativa ai tradizionali metodi di disinfezione dell’acqua basati sull’uso di prodotti chimici, in particolare del cloro.

Avere un’acqua disinfettata, ma anche sicura e salutare per la nostra pelle e il nostro organismo, è ora possibile grazie all’uso del comune sale da cucina.

Basta, dunque, maneggiare prodotti chimici che spesso provocano sgradevoli reazioni, e basta anche alle costose spese connesse alla manutenzione. L’installazione di un apparecchio ad elettrolisi sarà un beneficio per il vostro corpo e per l’ambiente, senza trascurare la piacevole sensazione di sentirsi un po’ come al mare!

Come funzionano e quali vantaggi hanno le piscine ad acqua salata

Piscine ad acqua salata: cosa sono

Acqua di piscina e odore di cloro sono un’associazione quasi automatica nella nostra mente. Oggi, però, si sta facendo sempre più strada un’alternativa ai trattamenti classici di disinfezione dell’acqua basata, invece, sull’impiego del sale trasformato attraverso l’elettrolisi.

Tra i prodotti chimici per la disinfezione, il cloro è certamente uno dei più utilizzati per mantenere l’acqua pulita e igienizzata e per garantire la corretta balneazione. Il suo meccanismo prevede che a contatto con l’acqua si sviluppi acido ipocloroso, una sostanza che attacca e distrugge tutti gli agenti inquinanti.

Spesso, però, ci sono molti svantaggi legati alla presenza del cloro in piscina, oltre al fatto di dover comunque maneggiare, stoccare e smaltire prodotti chimici:

  • irritazioni cutanee
  • fastidi alla vista
  • odore sgradevole
  • nausea da esalazione

La tossicità dei prodotti chimici per il nostro corpo, è una delle maggiori preoccupazioni degli utilizzatori di piscine. L’acqua salata è, al contrario, molto più delicata sulla pelle e sugli occhi, non presenta il fastidioso caratteristico odore del cloro e mantiene un effetto antisettico ed igienizzante.

Come funzionano le piscine ad acqua salata

È necessario installare un apposito apparecchio chiamato clorinatore che agisce per mezzo dell’elettrolisi del sale, che si può aggiungere sia sotto forma di pastiglie o granulare.

L’elettrolisi è un processo chimico attraverso il quale il sale sciolto in acqua si scompone nelle molecole di sodio e cloro, generando l’ipoclorito di sodio, un disinfettante che distrugge batteri, funghi ed alghe. Bastano tra i 3 e i 5 grammi di sale per litro d’acqua per ottenere una piscina disinfettata e pulita.

Si tratta, inoltre, di un processo che si auto-rigenera: infatti, grazie ai raggi solari, le molecole di cloro si ritrasformano in sale e l’elettrolisi ricomincia da capo. Perciò, è un metodo di disinfezione ciclico e automatico, che mantiene la piscina ad acqua salata costantemente pulita.

Le piscine ad acqua salata hanno benefici per la salute e per l’ambiente

Le piscine ad acqua salata hanno il principale vantaggio di funzionare grazie ad un trattamento molto più naturale, che rispetta il nostro corpo e l’ambiente.

Dal punto di vista del benessere del corpo, la riduzione della concentrazione del cloro nell’acqua comporta l’eliminazione dei suoi comuni effetti spiacevoli sulla pelle e sugli occhi, quali arrossamenti, pruriti, secchezza e irritazioni. Di contro, si noterà una pelle notevolmente più liscia e rilassata, senza odori, e si eviteranno fastidi e bruciori agli occhi.

Inoltre, i benefici curativi ed estetici derivati dalla talassoterapia (che sfrutta l’acqua del mare e gli elementi dell’ambiente marino per la cura della persona) sono noti da tempo: infatti, numerosi centri benessere fanno uso dell’acqua di mare per scopi cosmetici e terapeutici.

Infine, emotivamente l’odore dell’acqua salata rende il bagno più piacevole, migliorando complessivamente tutta l’esperienza.

A guadagnarci è anche l’ambiente: grazie al minor impiego di prodotti chimici, alla riduzione dello smaltimento e degli sprechi, diminuisce l’impatto sull’ecosistema.

Riduzione dei costi e risparmio economico

Dal punto di vista economico la maggiore spesa che richiede l’adozione di una piscina ad acqua salata è l’investimento iniziale legato all’acquisto dello sterilizzatore a sale, che dipenderà anche dalle dimensioni della piscina e dunque dalla quantità di acqua da purificare. Sul medio e lungo periodo, però, si andrà incontro ad una notevole riduzione dei costi:

  • Il clorinatore funziona con il comunissimo sale da cucina, il cui costo è irrisorio rispetto alle pastiglie al cloro e agli altri additivi.
  • Il consumo di energia di un clorinatore è molto ridotto, quanto una lampadina di media potenza.
  • Non bisogna aggiungere continuamente sale, proprio per l’automaticità del processo. È necessario solo nel caso in cui si verifichino significativi cali nella sua concentrazione, come ad esempio a seguito delle pulizie dei filtri o della pioggia.

Manutenzione più semplice

La manutenzione della piscina ad acqua salata è molto più semplice: come abbiamo visto tutto il processo avviene automaticamente, evitando dimenticanze o errori di dosaggio. Si evita, inoltre, il rischio di dover maneggiare prodotti chimici pericolosi.

Il fatto che sia complessivamente meno impegnativo mantenere una piscina ad acqua salata non vuol dire però che bisogna trascurare i piccoli accorgimenti che permettono di avere un’acqua pulita e disinfettata tutto l’anno.

Bisogna, naturalmente, pulire il filtro e verificare il corretto funzionamento del sistema di filtraggio, insieme alla pulizia della cella di generazione del cloro che andrebbe effettuata almeno una volta ogni 2/3 mesi per verificare l’assenza di calcare. Con questo tipo di sistema di disinfezione, inoltre, non è necessario cambiare la pompa filtro, se già se ne possiede una.

L’aspetto fondamentale da non trascurare nella manutenzione di una piscina ad acqua salata è legato alla stabilizzazione del pH dell’acqua. Infatti, una piscina ad acqua salata tenderà ad avere un alto valore di pH proprio a causa del processo di elettrolisi del sale. Un pH elevato, sopra il valore 8.0, rischia di corrodere sia l’impianto che la piscina. Un pH compreso tra 7 e 7.6 permette, invece, di non perdere l’efficacia del potere disinfettante del cloro naturale prodotto dall’elettrolisi.

Per assicurarsi di avere sempre livelli ottimali di pH è possibile installare un regolatore automatico di pH.

Infine, si può anche optare per l’uso di un ulteriore dispositivo generalmente piuttosto economico che funziona con anodi di zinco per assicurare ulteriore protezione dai danni della corrosione dei metalli.

Convertire una piscina normale in una ad acqua salata: si può!

È possibile convertire una piscina interrata o fuori terra in una piscina ad acqua salata installando l’apposito clorinatore, senza dover fare particolari cambiamenti.

Gli apparecchi per piscina ad acqua salata si adattano facilmente a qualsiasi tipo di impianto, anche se bisogna valutare attentamente il tipo di dispositivo da scegliere in base alla piscina e alla quantità di acqua.

È necessario anche eseguire una modifica alle tubature che immettono acqua nella piscina attraverso la realizzazione di un by-pass di servizio con valvole a sfera d’intercettazione.

Ci sono poi sistemi da aggiungere al proprio impianto che forniscono altre prestazioni, come il regolatore di pH e i prodotti additivi correttivi.

Infine, bisogna considerare che ci sono particolari norme di svuotamento dell’acqua salata. Per questo è necessario conoscere le regole sullo smaltimento delle acque di scarico della propria zona, per evitare costi di manutenzione aggiuntivi.

Quali sono i contro delle piscine ad acqua salata?

Naturalmente, ci sono anche degli svantaggi nell’utilizzo di piscine ad acqua salata. Come abbiamo visto, il primo consiste nella spesa iniziale piuttosto elevata: nonostante esistano oramai diversi tipi di clorinatori, il loro costo può variare da 700 a 1.800 euro.

Inoltre, pur seguendo una corretta ed attenta manutenzione, è bene ricordare che le celle elettrolitiche dopo circa 4/6 anni vanno sostituite e la spesa di sostituzione si aggira attorno ai 300 euro.

Uno degli aspetti più negativi riguarda la maggiore propensione alla corrosione dei metalli per effetto dell’acqua salata.

Bisogna, perciò, controllare che i livelli di calcio dell’acqua rimangano stabili: se si abbassano eccessivamente l’acqua diventa corrosiva, se si alzano possono otturare filtri e tubature. Il calcare è il grande nemico dell’elettrolisi, perché con la sua azione può contribuire al danneggiamento della cella di generazione del cloro e minare la funzionalità di tutto l’impianto.

Perché allora scegliere una piscina ad acqua salata?

Come abbiamo visto, la tecnica dell’elettrolisi è un trattamento di disinfezione naturale che sul lungo periodo comporta una riduzione dei costi, l’eliminazione di prodotti chimici e un complessivo benessere per il nostro corpo e per l’ambiente.

L’automaticità del processo consente una minore attenzione da parte dell’operatore e una manutenzione notevolmente inferiore, risparmiando quindi anche il tempo da dedicare al mantenimento della piscina.

In conclusione, l’adozione di una piscina ad acqua salata si rivela la scelta migliore in prospettiva futura ed una soluzione bio e sostenibile per un’acqua più salutare, senza impatti sull’organismo e sull’ecosistema.

Senza dimenticare il piacevole vantaggio di avere un assaggio di mare nel proprio giardino!

Idee per giochi, relax e cascate nel proprio giardino

Se siete fra i fortunati che dispongono di una piscina a casa, sia essa interrata o fuori terra, partite già con un grandissimo vantaggio: avere un angolo di relax e divertimento personale dove poter trascorrere l’estate nella tranquillità delle proprie mura.

Può capitare che l’abitudine o la mancanza di fantasia non vi facciano godere appieno del piacere di avere una piscina tutta per voi, trascurando quante attività si possono fare sia da soli che in compagnia.

Ecco allora alcuni consigli per personalizzare la vostra piscina tra benessere e divertimento

Ideale per grandi e piccini

Quando siamo sopraffatti dal caldo estivo, dai rumori della città e dallo stress, possedere una piscina nel proprio giardino è davvero una fortuna invidiabile.

L’acqua, oltre ad essere l’elemento essenziale per la vita, è anche una delle principali fonti di relax e divertimento, e in estate è amata sia dai bambini che dagli adulti.

Che sia sede di giochi e socialità o un angolo dove ritagliarsi un momento di tranquillità in solitudine, avere una piscina è la soluzione ideale per spezzare le lunghe giornate estive e ricaricare con facilità corpo e mente.

Per i più piccoli: giochi in piscina

La fantasia dei bambini permette loro di trasformare qualsiasi attività in un gioco senza troppa fatica e avere a disposizione una piscina è di certo un grande vantaggio. Se, però, volete provare a sorprendere i piccoli di casa con qualche gioco originale, ecco alcune idee per divertirsi insieme:

  • Caccia al tesoro subacquea: getta in acqua diversi oggetti (possono anche essere delle monetine che potranno essere poi tenute dai tuoi bambini) e stabilisci un tempo. Vince chi ha recuperato più oggetti.
  • Lo squalo: viene sorteggiato lo squalo che dovrà acchiappare gli altri giocatori. A questi è permesso uscire dalla piscina, ma solo per 10 secondi, pena l’esclusione dal gioco. Si può anche realizzare una variante acquatica di mosca cieca: lo squalo viene bendato e dovrà catturare le sue prede senza vederle.
  • Il vortice: ideale in una piscina piccola e se ci sono tanti bambini, basterà disporli in cerchio e farli ruotare, prima lentamente e poi sempre più veloce. A turno, i membri si staccano dal cerchio e si fanno travolgere dal vortice.
  • La lotta: puoi farla sia se disponi di materassini e gonfiabili, sia senza. Nel primo caso, i bambini a bordo dei loro galleggianti devono sfidarsi e spodestare il proprio avversario. Nel secondo caso, potete partecipare anche voi al gioco, prendendo un bambino sulle vostre spalle e “lottando” contro il vostro avversario. Il primo che cade perde la partita.

Gli adulti devono sempre supervisionare ai giochi dei più piccoli, per evitare incidenti di qualsiasi tipo, ma non è detto che non possano unirsi e trasformare il gioco in un’esperienza divertente per tutti!

Per gli adulti: esercizio fisico e tanto relax

Una piscina da esterno generalmente non ha le dimensioni di una piscina pubblica, quindi nuotare non sempre è praticabile. Si può, però, ugualmente sfruttare per fare attività fisica e tenersi in forma rinfrescandosi.

Su Internet è facile recuperare set di esercizi per fare acquagym nella totale autonomia della propria casa.

La vera chicca, però, è installare una bocchetta per il nuoto contro corrente, un accessorio must have per la vostra piscina. Si tratta di una pompa che immette in acqua un getto di aria regolabile che crea una corrente, contro cui nuotare o fare altri esercizi. In questo modo anche se la vostra piscina ha dimensioni ridotte, si potrà facilmente trasformare in una vasca di allenamento.

Da non trascurare il fatto che regolando il flusso d’aria è possibile concludere la sessione di allenamento con un piacevole effetto idromassaggio.

Del resto, gli innumerevoli benefici dell’attività in acqua sono noti da tempo, non solo a livello di tonificazione muscolare, ma anche per il benessere psico-fisico, grazie alla produzione di endorfine e alla conseguente riduzione dei livelli di stress.

Idromassaggio, cascate e fontane: tutti gli accessori benessere da non farsi sfuggire

Sebbene stare sdraiati a bordo vasca, o lasciarsi trasportare dalle onde dell’acqua della propria piscina, sia già di per sé un’attività rilassante, ci sono alcuni accessori da poter integrare nella propria piscina per trasformarla in un’esperienza unica.

Idromassaggio

Quando si parla di relax in acqua la prima cosa che viene in mente è senza dubbio l’idromassaggio. Il getto di acqua calda direzionato verso una o più parti del corpo è un vero e proprio toccasana contro lo stress. Il massaggio generato dall’acqua, infatti, ha benefici sia sul tono muscolare che sugli inestetismi cutanei, come la cellulite. Inoltre, migliora la circolazione sanguigna, attiva il sistema linfatico e favorisce il drenaggio dei liquidi. Psicologicamente, grazie alla produzione di endorfine e serotonina, è una ricetta perfetta per allontanare ansia e stress, favorendo il rilassamento mentale.

Cascate

Elemento di relax ma anche di lusso, le cascate di acqua in piscina sono un altro optional a cui è difficile rinunciare. Sfruttando lo stesso principio dell’idromassaggio, il getto della cascata può essere usato contro le tensioni del collo e delle spalle. Inoltre, lo scrosciare dell’acqua ha un potente effetto rilassante, senza trascurare l’atmosfera suggestiva e romantica che l’introduzione di una cascata nella vostra piscina può creare. Se disponete di una piscina interrata, potete anche pensare all’aggiunta non solo di una cascata in lama d’acciaio, ma anche in finta roccia: con le giuste luci, l’effetto scenografico è assicurato.

Fontane

Della stessa famiglia sono le fontane per piscina che, posizionate a vista o nascoste appena sotto il livello dell’acqua, contribuiscono a creare ambientazioni suggestive e rilassanti, e possono all’occorrenza essere azionate per integrare le funzioni dell’idromassaggio.

Cromoterapia

In questo scenario fiabesco ed avvolgente, non bisogna trascurare l’importanza del ruolo rivestito dalle luci led. Studiando la corretta illuminazione, è possibile sfruttare l’effetto benefico e rilassante generato dalla cromoterapia, una medicina alternativa che sfrutta la teoria della luce e dei colori come trattamento per la cura della persona.

La soluzione per tutti

Avere a disposizione una piscina può fare davvero la differenza nelle vostre giornate, creando il giusto mix di divertimento e relax e mettendo d’accordo grandi e piccini.

Basta solo usare un po’ di fantasia e, se potete, aggiungere qualche accessorio che renda l’ambiente unico.

Da sfruttare in compagnia o da godere in tranquillità, con queste idee sarete in grado di trasformare la vostra piscina in piccolo angolo di paradiso personale. Provare per credere.

Costruire una piscina interrata: permessi e realizzazione

Progettazione, rilascio dei permessi e realizzazione sono i passaggi principali per la costruzione di una piscina interrata. Vediamoli uno a uno

La realizzazione di una piscina interrata richiedere degli interventi più complicati e lunghi rispetto a quelli per le piscine fuori terra. Ma il risultato è di gran lunga migliore: avrai una vera e propria piscina permanente che aumenterà anche il valore della tua proprietà.

Gli step da seguire per la costruzione di una piscina interrata sono 3:

  • realizzazione del progetto;
  • richiesta e rilascio delle autorizzazioni necessarie;
  • costruzione della piscina.

Vediamoli di seguito.

Progettazione, richiesta e rilascio dei permessi, realizzazione della piscina interrata

1 Progettazione

La fase di progettazione di una piscina interrata è la prima e la più importante. Un progetto ben realizzato, svolto da un progettista di professione capace di tenere conto delle esigenze del cliente e di tutti gli altri criteri, funzionali ed estetici, nel rispetto delle normative vigenti, è fondamentale. Ti permetterà di avere la piscina dei tuoi sogni in tempi più rapidi, evitando il incappare in problemi nelle successive fasi di richiesta delle autorizzazioni e costruzione della piscina.

2 Autorizzazioni e normative

Una piscina interrata, diversamente da quelle fuori terra, gonfiabili o in PVC, è un’opera permanente. Pertanto la sua costruzione può avvenire soltanto dopo la richiesta e il successivo rilascio da parte degli enti competenti di tutte le autorizzazioni necessarie, come in fondo accade per la realizzazione di tutte le strutture fisse.

È sempre consigliato affidarsi a un professionista abilitato, che conosce tutte le normative del caso a livello sia nazionale che regionale e comunale, anche in questa fase di preparazione delle documentazioni necessarie per la costruzione della piscina interrata. Infatti le procedure di realizzazione e di raccolta dei permessi necessari devono tenere conto di molti fattori – e qualche vincolo – che possono variare di caso in caso.

L’ufficio tecnico comunale, a seconda del piano regolatore, è in grado di fornire tutte le informazioni necessarie riguardo l’effettiva possibilità di realizzazione della piscina interrata e il rispetto di determinati criteri progettuali (come ad esempio dimensioni, forma, profondità, colore, ecc.) e di eventuali vincoli paesaggistici o di protezione del territorio che potrebbero allungare ulteriormente i tempi di attesa.

Vincoli e permessi: casi particolari

  • Qualsiasi attività edilizia, compresa la costruzione di una piscina interrata, in una zona soggetta a vincolo paesaggistico o storico-architettonico dovrà disporre del permesso paesaggistico rilasciato da enti sovraordinati come la Soprintendenza ai Beni paesaggistici e ambientali.
  • Per la realizzazione dello scavo bisognerà seguire le indicazioni relative alla gestione del terreno di scavo previste dal Codice Ambientale.
  • Se l’area è gravata da vincolo idrogeologico bisognerà richiedere una perizia e ottenere l’Autorizzazione Idrogeologica.
  • In base al trattamento dell’acqua desiderato (cloro o elettrolisi del sale) bisognerà richiedere al Comune l’Autorizzazione allo Scarico in Fogna in base a quanto previsto dal Codice Ambiente.

3 Realizzazione della piscina interrata

Una volta ottenute tutte le autorizzazioni necessarie sarà possibile avviare i lavori di costruzione della piscina interrata, attenendosi scrupolosamente a quanto indicato nel progetto per quanto riguarda forma, dimensione, capienza e materiali da utilizzare.

Scavo e livellamento del terreno

Il primo passaggio che riguarda la costruzione effettiva di una piscina interrata è lo scavo del terreno che andrà calcolato rispettando la profondità desiderata e indicata nel progetto di realizzazione.

In questa fase il terreno dovrà essere livellato con molta precisione affinché fondale e pareti verticali siano dritte. Questo procedimento è più semplice nel caso in cui si scelga di costruire una piscina quadrata o rettangolare, diventa un po’ più complicato nel caso di forme curve e ondulate.

Impianto elettrico e idrico

Per legge le piscine interrate, diversamente dalle altre, devono predisporre di un impianto elettrico e di un sistema idrico collegato all’impianto fognario costruiti a regola d’arte. Le tubature dell’acqua devono essere perfettamente impermeabili per evitare perdite d’acqua che potrebbero provocare frane o addirittura dissesti geologici. Idem per i cavi elettrici per evitare il rischio di scosse.

Impermeabilizzati e messi in sicurezza l’impianto idrico e quello elettrico è possibile procedere con la posa della vasca.

Finiture della piscina

In base ai propri gusti si possono scegliere tra un’infinità di materiali di rivestimento della vasca (cemento, mosaico o laminati) di varie forme, colori, resistenza e qualità del materiale. Nonché scegliere gli accessori come il tipo di scala, la doccia a bordo vasca oppure un trampolino.
La posa delle finiture conferiranno alla piscina le caratteristiche estetiche e funzionali desiderate conferendo uno stile unico e personalizzato.

Piscine fuori terra che passione !

Gli amanti dell’acqua, del benessere e del relax che cercano la tranquillità, possono trovare le piscine fuori terra un accessorio di rilevata importanza, alcuni non riescono a farne a meno e considerano la piscina un accessorio indispensabile all’interno della propria abitazione.

Ad ogni stagione la piscina fuori terra si dimostra alla portata di tutte le famiglie, e si decide di acquistarla in piena stagione, infatti secondo i dati di Google Trend trova il picco massimo di vendita nel periodo di agosto.

Chi desidera avere una piscina nella propria casa e non può realizzare una interrata per svariati motivi quali: alti costi da sostenere, tipologia del terreno non idoneo, vincoli paesaggistici, mancata autorizzazione e/o permessi per costruire, lunghi tempi di esecuzione etc., può optare per una piscina fuori terra, veloce da installare, semplice da gestire e si acquista con un solo click.

La gamma è ampia dalle più economiche a sacca fino alle più eleganti rivestite in rattan o legno, alcune moderne e colorate, altre professionali, di tutti i tipi per tutti i gusti e tutte le tasche.

Scopriamo insieme i modelli più gettonati:

Classica a sacca

Classica piscina fuori terra composta da un telaio in acciaio e membrana a tenuta d’acqua, la differenza di prezzo da quelle più semplici a quelle più professionali sta nella robustezza della struttura che le supporta, nello spessore e nella qualità del liner, quest’ultimo molto importante perché incide nella durata della piscina.

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Le Rivestite

Sono vasche composte da una parte interna a sacca (come la versione precedente) e poi esternamente in aderenza hanno una struttura rivestita in rattan, legno, pannelli di fibre sintetiche o altro materiale, sono un vero e proprio accessorio di arredo di alto design, alcune addirittura accessoriate con sedute, cuscini e prendisole,  sono bellissime difficile non innamorarsi al primo sguardo.

 

Le Professionali

Sono vasche costruite su misura, equipaggiate come una vera e propria piscina interrata, vengono realizzate in appoggio al terreno, con struttura in acciaio autoportante, impianto di filtrazione performante e trattamento chimico automatico, possono essere rivestite esternamente come si desidera, il costo aumenta ma ne vale la pena il risultato è veramente mozzafiato.

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Qualunque sia la piscina che si desidera in commercio la si trova, ma qualche consiglio da dare a chi sta per acquistare una piscina fuori terra è:

  • scegliere una piscina di qualità che duri nel tempo;
  • che si inserisca in perfetta armonia con il giardino che l’ospiterà;
  • pensare alla sicurezza di grandi e piccini;
  • gestirla al meglio!

Enjoy your pool moment!!!!

Come costruire la tua piscina: cemento armato, casseri a perdere o in pannelli d’acciaio

Cemento armato

Il cemento armato, non è l’unica soluzione da scegliere per la realizzazione della propria piscina interrata, anche se è la più consigliata. La piscina realizzata con struttura in cemento armato è la più resistente e duratura, ma necessita di alcuni accorgimenti durante la progettazione e la preparazione: ad esempio una corretta miscela di calcestruzzo da impiegare in base alla classe di esposizione ambientale a cui è soggetta la struttura.

Per rendere la struttura di una piscina più duratura nel tempo, resistendo alle azioni aggressive dell’ambiente, agli attacchi chimici, all’abrasione o ad ogni altro processo di degrado che coinvolga sia il cemento che le armature metalliche, è necessario progettare la miscela da gettare seguendo la normativa UNI EN 206-1:2016, che prende in considerazione le classi di esposizione ambientale alle quali potrebbe essere esposta la struttura. Ad esempio la classe di esposizione XD2 vale per piscine sottoposte a condizioni ambientali molto aggressive, ovvero alla corrosione indotta da cloruri in ambiente perennemente bagnato.

Negli ultimi anni sono nate nuove tecnologie con l’intento di unire la solidità del cemento con una maggiore velocità di realizzazione: ne sono un esempio le piscine in cemento con casseri a perdere, in cui i casseri possono essere di vari materiali (cemento essi stessi, polistirolo, polipropilene/plastica), diventando parte della struttura stessa della piscina.

Casseri a perdere in polistirolo (EPS)

L’idea di costruire piscine in casseri di polistirolo, riempiti poi di cemento, deriva da sperimentazioni avvenute nel settore edile della Germania di fine anni Novanta e ormai questa tecnica è ampiamente diffusa anche per altre dinamiche, comprese le vasche idriche, per cui si è rivelata un’idea vincente: sia per la resistenza che questa struttura offre, sia per la velocità di costruzione rispetto alle normali opere cementizie, ma anche perché grazie alla proprietà del polistirolo si riesce ad ottenere un ottimo isolamento termico.

Ecco i vantaggi principali dell’EPS:

  • Leggero e resistente alla corrosione
  • Facilmente modellabile per varie esigenze di design
  • Fortemente isolante
  • Flessibile (resiste alle sollecitazioni meccaniche e termiche)
  • Facile da trasportare
  • Aumenta la sicurezza dei lavoratori
  • Economico

La base di costruzione è del tutto simile ad altre tipologie di piscine interrate: bisogna preparare con cura un basamento ben livellato e consolidato con una platea di cemento armato con rete di spessore 15-20 cm. Da questa base partono dei supporti metallici verticali che andranno ad infilarsi nei nostri blocchi di polistirolo. All’interno dei blocchi correrà una rete in ferro che dà consistenza alle pareti, facendo da armatura della piscina stessa. I blocchi poi vanno riempiti di calcestruzzo e rimarranno a formare la struttura della piscina.

Per quanto riguarda il rivestimento, invece si può sia utilizzare un liner in PVC, presaldato o da saldare sul posto. Il costo di una piscina in casseri di polistirolo è inferiore alla costruzione di una piscina in cemento ma leggermente superiore alla soluzione dei pannelli d’acciaio.

Casseri a perdere in polipropilene/plastica

Le piscine costruite con casseri a perdere in polipropilene sono mediamente più durevoli di quelle in polistirolo:resiste alle intemperie, all’umidità del terreno ed è meno soggetta a deformazione in caso di utilizzo quotidiano della vasca.

Il limitato numero di tipi di cassero non garantisce una piena libertà nella scelta di forme e dimensioni: i casseri sono prodotti mediante stampaggio, questo limita la libertà nella scelta di forme e dimensioni e anche una difficoltà nell’allineamento dei moduli che potrebbe essere disomogeneo.

Il rivestimento più consigliato e utilizzato nelle piscine in casseri a perdere in polipropilene è il liner in PVC, tuttavia, qualora il progetto della piscina presenti l’inserimento di scale o parti in vetroresina, si potrebbero creare perdite e quindi danni nei punti di collegamento.

La struttura è mediamente durevole, tuttavia, lo scarso spessore del liner utilizzato per il rivestimento, ne decreta un veloce deterioramento e quindi una sostituzione a pochi anni dall’acquisto.

Pannelli d’acciaio

Una valida alternativa al cemento sono le piscine interrate costruite utilizzando pannelli di acciaio prefabbricati, molto diffuse in ambito residenziale. Il vantaggio maggiore legato a costruzioni di questo tipo è la semplicità: questo sistema offre grande libertà di progettazione della struttura (aspetto citato per le vasche in cemento), con una velocità di montaggio paragonabile però solo alle piscine prefabbricate. Sono formate da pannelli autoportanti di acciaio zincato posizionati nello scavo seguendo la forma desiderata. I materiali sono progettati per resistere alle pressioni di terreno e acqua, e per offrire una gran durata.

Le piscine in pannelli d’acciaio interrate possono essere installate su qualsiasi tipo di terreno. Richiedono una base in cemento armato con rete elettrosaldata perfettamente livellata su cui vengono posati i pannelli e il fondo del rivestimento della piscina. Non sono necessarie tuttavia le opere di rinforzo, quindi il risparmio di tempo e costi è davvero notevole.

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Ecco i vantaggi principali dei pannelli d’acciaio:

  • Grande resistenza statica
  • Costruzione solida grazie alla struttura autoportante ed elastica
  • Installazione semplice e veloce
  • Riduzione del costo di lavoro e manutenzione
  • Libertà di scelta di forma e dimensione della struttura

La piscina in pannelli d’acciaio è la soluzione ideale per coloro che vogliono costruire una bella piscina e funzionale, con un ottimo rapporto qualità-prezzo.


Scegli il tuo sistema di circolazione: sfioro o skimmer

In un precedente articolo abbiamo affrontato l’argomento della depurazione come strumento utile per il riciclo dell’acqua attraverso il sistema di circolazione. A tal proposito la Norma UNI 10637/2016 prevede che tutti i tipi di trattamento di depurazione dell’acqua della piscina devono essere funzionanti in modo continuativo nell’arco delle 24 ore, con un ricambio giornaliero di almeno 30 litri d’acqua per bagnante e in ogni caso non inferiore al 2,5% del volume della vasca. Gli impianti di filtrazione devono inoltre garantire, a seconda del tipo di vasca, un tempo di ricircolo minore o uguale a quello stabilito e comunque nel range da 1 a 6 ore.

In fase di progetto è importante scegliere il tipo di ricircolo che desideriamo utilizzare, tenendo in considerazione che sono due le tipologie principali in commercio:

Sfioro: bordo sfioratore e sfioro infinity

Lo sfioro è la soluzione estetica e funzionale migliore, è quello che garantisce la miglior pulizia superficiale in quanto l’acqua si trova allo stesso livello del bordo vasca, per consentirle di raggiungere agevolmente la canaletta di sfioro: questa può interessare l’intero perimetro della piscina o solo una parte, e spesso viene coperta da una griglia in plastica, acciaio, pietra ricostruita o addirittura con ciottoli.

La realizzazione dello sfioro è comunque abbastanza costosa e si devono valutare alcune specifiche caratteristiche in fase di progettazione:

  • Si deve realizzare anche una vasca di compenso, che ha lo scopo di ripristinare il livello dell’acqua quando i bagnanti entrano ed escono dalla piscina, un serbatoio per integrare il volume dell’acqua con la stessa acqua presente in piscina (alla stessa temperatura e già disinfettata), altrimenti ogni volta si dovrebbe immettere acqua nuova, più fredda e non trattata. Per il calcolo del volume della vasca di compenso di una piscina privata dobbiamo seguire la normativa UNI EN 16713-2.
  • Vanno sempre considerati gli assestamenti del terreno successivi alla realizzazione (va considerato il peso della struttura e dell’acqua contenuta) che possono provocare piccoli movimenti della vasca modificando l’inclinazione del bordo. Risulta quindi importante valutare bene il grado di compattezza del terreno dopo lo scavo, verificare l’eventualità di piccoli smottamenti, oppure la presenza di falde freatiche superficiali.

Negli ultimi anni si sono sviluppate piscine con bordo sfioratore “a fessura”, ovvero nascosto da un rivestimento che consente all’acqua di raggiungere la canalina attraverso una fessura, oppure con sfioro “sottobordo”, in cui la canaletta è totalmente coperta dal rivestimento e l’acqua scompare sotto il suo bordo.

La scelta di costruire una piscina con sfioro a cascata è di gran lunga la migliore a livello estetico. Bellissime ed estremamente eleganti, hanno uno o due lati “aperti” che consentono all’acqua di tracimare e scivolare lungo le pareti esterne del bordo, formando una piccola cascata. L’acqua che cade viene poi raccolta da un’apposita canalina, che può essere nascosta all’occhio con ghiaia o sassi, e convogliata nella vasca di compenso per la filtrazione.

La vasca di compenso è solitamente interrata, ma se si hanno a disposizione un terreno digradante è possibile realizzarla all’esterno, creando una cascata ed un effetto ottico che fa percepire la piscina come estesa oltre la linea dell’orizzonte. Questo genere di soluzione è definita sfioro panoramico e la piscina prende il nome di Infinity pool.

La circolazione vera e propria viene assicurata da immissori che convogliano l’acqua filtrata in vasca e provocano un movimento che tende a spingere verso lo sfioro lo sporco che si deposita sulla superficie. Nel sistema a sfioro gli immissori sono normalmente posizionati sul fondo della vasca e disposti in modo da garantire una circolazione uniforme.

Skimmer

Si tratta della soluzione costruttiva più praticata per semplicità e risparmio economico visto che non serve neppure la vasca di compenso. Il ricircolo viene assicurato da un numero preciso di skimmer dai quali viene aspirata l’acqua superficiale e convogliata al gruppo di filtrazione. Gli immissori, che sono posizionati in parete, hanno il compito di favorire, spingendo, il movimento dell’acqua verso gli skimmer.

Un pò di nozioni tecniche: il numero di skimmer dipende dalla superficie della vasca e ognuno di essi coprirà circa 25 mq di superficie, per ogni skimmer inoltre si prevedono 2 immissori. Se per le piscine a sfioro l’acqua si trova allo stesso livello del bordo vasca, in quelle a skimmer, invece, l’altezza dell’acqua dipende da quella degli skimmer appunto, variando generalmente tra i 7 ed i 15 cm al di sotto del bordo.

Il posizionamento degli skimmer e degli immissori deve essere pensato in modo da favorire il ricircolo del volume di acqua contenuto nella vasca, e di solito questo è contrapposto, cioè l’immissore deve spingere verso uno skimmer e non dovrà avere forze contrarie che impediscano un movimento corretto dei fluidi, va poi progettato a seconda della forma vasca, e in considerazione dei venti dominanti, che dovranno sempre essere a favore.


Impermeabilizzazione e rivestimenti per piscine: come fare la giusta scelta

Sul mercato sono offerte numerose soluzioni per quanto riguarda l’impermeabilizzazione e i rivestimenti per le piscine, con prezzi molto variabili e con risultati estetici estremamente diversi. Saper scegliere il materiale più adatto, a seconda della conformazione del terreno, della zona d’installazione (esposizione al sole o all’ombra) e delle necessità progettuali sarà possibile però solo avvalendosi di professionisti seri e preparati che possono suggerire le soluzioni migliori.

Scopriamo insieme i diversi tipi di rivestimenti per piscine:

Liner

Si tratta di un rivestimento realizzato in PVC (polivinilcloruro) dello spessore che varia tra 0,75 mm e 1 mm, saldato in fabbrica nella dimensione della vasca. Le saldature sono realizzate con speciali macchinari che rendono quasi impercettibili i punti di giunzione, con un effetto estetico molto gradevole. Il suo ridotto spessore non deve far pensare ad una debolezza e quindi ad una durata limitata, normalmente viene garantito 10 anni per la resistenza ai raggi UV.

Il fatto di essere realizzato in un blocco unico (sacco) rende più semplice il montaggio, viene fatto con l’ausilio di aspiratori che lo fanno aderire alle pareti per poterlo spianare in modo da evitare la formazione di antiestetiche “grinze”. Lo si trova disponibile in diverse colorazioni e stampe che simulano mosaici e motivi ornamentali.

Una vasca rivestita con questa sistema non deve mai essere completamente svuotata, perché il liner tende a ritornare nella sua posizione originale e il successivo riempimento potrebbe causare distaccamenti della superficie. Consigliamo di fare eseguire questa operazione da personale competente.

Il vantaggio principale del liner è comunque quello di essere il sistema di impermeabilizzazione più economico e rapido da installare.

PVC armato

Si tratta di un doppio strato di PVC dello spessore di 1,5 mm con interposta una rete di rinforzo che gli conferisce una maggior rigidità ed anche una maggior robustezza in caso di abrasioni.

Questo materiale, fornito in teli di altezza variabile fra 1,65 e 2 metri, deve essere saldato a caldo direttamente sul posto con speciali attrezzature.

Questo rivestimento non ha le limitazioni del liner riguardo la questione dello svuotamento a fine stagione, ma viene garantito per lo stesso numero di anni in quanto il materiale ha la stessa resistenza ai raggi UV; unici due aspetti “negativi” sono il costo leggermente superiore legato alla montatura e che le giunte tra una saldatura e l’altra sono più visibili non essendo un unico sacco.

Ha però il vantaggio di adattarsi a qualunque forma, perché la piscina viene proprio “vestita” su misura, ed è quindi una scelta obbligata su forme irregolari, su piscine a sfioro, spiagge, isole, ecc.

Anche questo materiale è disponibile in numerose tonalità di colore e stampe.

Mosaico vetroso

Si tratta di rivestimenti esteticamente molto belli dedicati a piscine di un certo pregio a causa dei costi che possono anche raggiungere cifre esorbitanti a seconda del tipo di materiale che si sceglie (per i mosaici con lamina d’oro inserita si può arrivare ad oltre 1.000 euro al metro quadro).

Prima di posare il mosaico vetroso si dovrà procedere ad una perfetta impermeabilizzazione delle pareti e del fondo con speciali malte elastiche e reti in fibra di vetro. Quando si sceglie un rivestimento di questo tipo, bisogna anche mettere in conto che sarà necessaria una manutenzione costante negli anni.

Piastrelle

Le piastrelle da piscina sono spesso utilizzate per le copertura di grandi superfici, specie negli impianti sportivi. Si consiglia di optare per questo rivestimento soltanto in presenza di terreni particolarmente stabili perché eventuali assestamenti potrebbero creare crepe e causare infiltrazioni. Le piastrelle più utilizzate sono in gres porcellanato o clinker. La fase più delicata – come per il mosaico –  è quella precedente alla posa, ossia l’impermeabilizzazione che deve avvenire con colle resistenti all’acqua, gelo, pressioni e contropressioni.

Pietra

Rappresenta una valida soluzione per quei contesti con vincoli paesaggistici in cui l’inserimento della piscina deve avvenire in armonia con l’ambiente naturale circostante. Capaci di donare antiche suggestioni o di esaltare le linee moderne della vostra piscina, le diverse tipologie di pietre vanno scelte con estrema cura e attenzione. La loro posa avverrà in una fase successiva all’impermeabilizzazione della vasca.

Resina

Le resine sono un materiale flessibile e resistente, particolarmente versatili dal punto di vista cromatico e permettono un ampio margine di personalizzazione e possiedono proprietà impermeabilizzanti.

Pittura

Abbiamo lasciato per ultima questo soluzione di rivestimento, la più economica tra quelle prese in esame, ma anche la meno duratura. Pur considerando di eseguire una buona applicazione iniziale, realizzata con tutte le accortezze necessarie (pulizia perfetta del fondo, mani di fissativo e successiva applicazione di più mani di pittura speciale), rende necessaria una ripresa ogni 2-3 anni, e il risultato estetico e funzionale lascia molto a desiderare pur utilizzando prodotti di buona qualità (esempio il clorocaucciù). Consigliamo di valutare questa scelta solo per soluzioni provvisorie, in attesa di un rivestimento più duraturo.


Le forme dell’acqua, scegli la piscina più adatta a te!

I documenti necessari per costruire una piscina

Il momento della progettazione di una piscina interrata è tra le più impegnative ed è naturale pensare subito alla forma della piscina, posizione, materiali. Questi aspetti però in fondo non sono così banali perché andranno a condizionare poi tutto il processo di realizzazione vero e proprio del bacino.

Vediamoli insieme:

Forma

Quando si pensa alla forma della propria piscina bisogna considerare che se le forme sono troppo complesse sarà più difficile riuscire a realizzare una circolazione dell’acqua in modo ottimale. Una seconda valutazione si dovrà fare pensando agli eventuali accessori futuri (teli di copertura, coperture telescopiche, pulitori automatici ecc.) perchè se infatti le forme sono molto irregolari, adattare dei componenti è di solito molto più costoso e con risultati estetici e funzionali discutibili.

La scelta vincente è quindi di realizzare forme che siano ben integrate con l’ambiente, che permettono anche di valorizzare gli spazi disponibili, riprendendo linee presenti in un giardino, pensando anche agli spazi da destinare al relax e le aree gioco per i bambini.

Dimensioni

In primo luogo dipendono dallo spazio disponibile, senza mai esagerare, considerando che una piscina ad uso familiare ha una dimensione ottimale attorno ai 50 metri quadrati. Non si tratta di una regola, ma del punto di incontro fra i benefici e i costi di gestione. La tendenza attuale è quella di realizzare vasche di dimensioni più piccole, ma con un maggior numero di accessori. La dimensione dipende però anche dall’uso che vogliamo fare della vasca, se ci sono esigenze terapeutiche, puramente ludiche-ricreative oppure sportive.

Profondità

Una attenzione particolare va spesa sulla questione della profondità, questo perché quella ideale dipende da molti fattori diversi che, alla fine, si riducono ad una scelta personale che solo chi la utilizzerà può prendere.

Fino ad alcuni anni fa si tendeva a realizzare vasche molto profonde, oggi questa tendenza è in disuso, perché ci si è resi conto che gli aspetti negativi prevalgono sui benefici:

  • Sicurezza: una vasca troppo profonda è pericolosa, non solo per chi non sa nuotare.
  • Comfort: le vasche profonde impiegano più tempo a scaldarsi con i raggi solari e mantengono gli strati bassi più freddi.
  • Utilizzo: nelle zone dove non si tocca, si deve per forza nuotare, limitando quindi gli spazi di gioco e relax.

Come scegliere le dimensioni giuste per la tua piscina?

  • Una piscina di uso ricreativo necessita di un’area larga e poco profonda (non vi saranno limiti particolari per quanto riguarda la forma) in cui dedicarsi a giochi, sport di squadra o esercizi di fitness da praticare in acqua.
  • Se hai intenzione di utilizzare trampolini o scivoli avrai decisamente bisogno di una piscina con profondità minima di 2,50 metri.
  • Per una piscina destinata ad attività sportive non sarà necessaria una grande profondità, basta che sia almeno di 1,20 metri per non urtare con gambe e braccia.
  • In caso di bambini è ideale optare per un fondo di 40-50 cm.
  • In caso di animali domestici a casa nel progettare la vasca si può optare per un’entrata a spiaggia o una larga scala che gli assicurerà di trovare facilmente l’uscita.

Profondità vasca

Aspetto da non sottovalutare durante la progettazione di un bacino è il tipo di fondo da utilizzare, soprattutto in relazione poi al materiale che si desidera impiegare per il rivestimento.

Ne esistono tre tipologie principali:

  1. fondo piano: tutta la vasca ha la medesima profondità (ideale per un uso ricreativo della piscina, di cui abbiamo parlato prima);
  2. fondo inclinato: il fondo prosegue in pendenza fino alla profondità massima desiderata;
  3. fondo con buca per i tuffi: presenta una buca più profonda ad un’estremità della vasca.
Esistono tre tipologie principali di fondi piscina: fondo piano, fondo inclinato e fondo con buca per i tuffi.

In ogni caso, se la vostra scelta è quella di una zona più profonda, suggeriamo di prevedere comunque uno scalino largo circa 30 cm lungo tutto il perimetro, per consentire a chiunque di “girare” dentro la piscina in sicurezza, accorgendosi del variare della profondità.

Pratiche burocratiche ed edili per la costruzione di una piscina

I documenti necessari per costruire una piscina

Per costruire una piscina di cosa abbiamo bisogno? I documenti da possedere sono un punto importante, soprattutto perché la situazione può variare per il luogo (regione e comune), per le diverse caratteristiche strutturali e per la condizione di pertinenza (piscina permanente, piscina smontabile, piscine tutelate da vincolo paesaggistico o idrogeologico) all’immobile principale.

Non c’è comunque una linea di riferimento univoca: molto dipende dai piani regolatori dei singoli Comuni, motivo per cui è necessario, come prima cosa, rivolgersi agli uffici comunali preposti. Saranno loro, a chiarire tutti i dubbi, soprattutto in merito a eventuali vincoli paesaggistici o ambientali.

Il Testo Unico Edilizia e i piani regolatori comunali

Il Testo Unico Edilizia (DPR 380/01) prevede che le Regioni a Statuto Ordinario possono ampliare o ridurre l’ambito applicativo delle disposizioni che riguardano le opere eseguibili con il Permesso a Costruire e la SCIA  e che le stesse opere assentibili con tale titolo edilizio devono essere conformi alle previsioni dei piani regolatori, dei regolamenti edilizi e della disciplina urbanistico dell’edilizia vigente.

Il volume e l’impatto ambientale è diverso a seconda che si voglia realizzare una piscina scoperta oppure una piscina coperta confinata entro strutture chiuse permanenti o di tipo misto. L’impianto natatorio da realizzare può essere dotato d’autonomia costruttiva e funzionale ma può anche essere legato da un vincolo di pertinenza con un altro immobile, per essere volontariamente destinato al suo servizio. Altra cosa che va considerata è se la piscina costituisce una costruzione indipendente e autonoma, oppure se va integrata in un immobile già esistente.

1. Permesso di costruire

Il primo passaggio è costituito dal permesso di costruire, a cui si dovrà ricorrere per la realizzazione della piscina. Questo permesso viene richiesto se:

  • la struttura che si vuol costruire non è legata ad un altro immobile o se ha un volume superiore al 20% dell’edificio principale;
  • interventi pertinenziali espressamente classificati come nuova costruzione dagli strumenti urbanistici comunali, in base a zonizzazione e pregio paesistico ambientale;
  • può essere necessario anche nel caso in cui la zona dove si intende costruire sia vincolata da particolari norme paesaggistiche e idrogeologiche che richiedano un apposito permesso di  costruire.

Non è comunque da escludersi che, in talune Regioni, in “alternativa” al suddetto Permesso a costruire sia possibile optare per la SCIA (Segnalazione certificata d’Inizio Attività), ciò sulla base del principio di “legislazione concorrente” previsto dal comma 2 Art. 10 del suddetto D.P.R. 380/01.

2.  SCIA (ex DIA)

Al di fuori di questi casi, l’intervento di natura pertinenziale esce dal regime del Permesso di Costruire per rientrare in quello della SCIA (e in passato, DIA), quindi escluso anche dal più severo regime sanzionatorio penale dell’art. 44 DPR 380/01.

Sebbene questa sia la procedura standard, è necessario sempre informarsi presso l’ufficio tecnico del Comune per verificare se ci sono vincoli di tipo paesaggistico o eventuali altre norme del piano regolare, come caratteristiche progettuali, forma, colore, dimensioni della piscina. Accertarsi anche, se si hanno dei dubbi, che sotto il giardino non passino condutture idriche, elettriche o del gas, oppure scarichi fognari.

3. Autorizzazione alla Soprintendenza

Se poi, la propria abitazione, rientra in zone soggette a vincolo paesaggistico o storico-architettonico, è necessario avere anche l‘Autorizzazione della Soprintendenza. Una volta ottenuta anche questa, si può procedere coi lavori. Se però, l’area di costruzione è gravata dal vincolo idrogeologico, è necessario rivolgersi anche ad un geologo iscritto all’albo per ottenere un’ulteriore autorizzazione. Solo a questo punto, si potrà dire di essere davvero in regola per la costruzione della propria piscina. E basterà assicurarsi che i lavori rispettino il Codice Ambiente.

Per quello che riguarda le piscine smontabili e fuori terra le cose sono più facili anche se è comunque consigliabile sbrigare tutte le pratiche nel periodo invernale per avere il tempo di riuscire a risolvere le pratiche burocratiche ed edilizie e arrivare così all’estate pronti per fare il bagno.

Arredo living piscine

Tessuti, rivestimenti e accessori per rendere unico anche l’ambiente piscina

Che voi abbiate già una piscina oppure stiate pensando di costruirla, è sempre tempo di organizzare l’arredo living dell’ambiente intorno alla vasca, sia che si trovi all’esterno che in un ambiente coperto.

Introdurre qualche novità nel look del giardino, cambiare i rivestimenti e i tessuti oppure iniziare ad avvicinarsi al mondo degli arredi per piscine può risultare molto divertente.

Ecco qualche consiglio:

Arredi

Scegliete un arredo in linea con i mobili della casa. Questo vi aiuterà a creare una piacevole continuità tra tutti gli ambienti della casa. Inoltre se all’esterno non avete una zona d’ombra vicino alla piscina, vi consigliamo di installare un gazebo. Vista l’abbondanza di modelli, il consiglio è sempre lo stesso: scegliete quello più in stile con l’arredamento della casa e con i mobili posti all’esterno.

Materiali

Scegliete il materiale più adatto per esterni o interni:

  • In una casa fuori città, o antica, potrete scegliere degli arredi di ferro battuto, eleganti e sempre attuali, si possono abbinare con tessuti diversi, donando di anno in anno uno stile nuovo al vostro living piscina.
  • Il legno o teak si sposa bene su tutti gli ambienti, da quelli classici a quelli più moderni, perché è presente in diversi toni, finiture e colori. Esistono diverse varietà di legno molto resistenti anche agli agenti atmosferici anche se vi ricordiamo che questo materiale necessita comunque di interventi di manutenzione ordinaria.
  • Il rattan (fibra naturale usata per l’intreccio) comodo e facile da pulire, grazie alle diverse colorazioni si può usare davvero in moltissimi ambienti, anche in questo caso, aggiungendo cuscini colorati o eleganti, potrete donare al vostro spazio uno stile sempre nuovo. In commercio esistono anche l’ecorattan, il polyrattan e il rattan sintetico che indicano tutti una fibra sintetica che imita nell’aspetto il rattan  ma che ha le caratteristiche di resistenza di un polimero tecnologico.
  • In polietilene esistono in commercio tutti gli arredi “pop” per eccellenza, belli, colorati e comodi adatti a chi ama uno stile moderno e di tendenza senza spendere grandi cifre.

Illuminazione

Non trascurate l’illuminazione quando curate l’arredo living piscine. Con semplici giochi di luce potrete creare geometrie spettacolari e affascinanti, mettere in risalto alcuni elementi e nasconderne altri. Per occasioni particolari aggiungete sempre qualche lanterna, il fuoco vero dona un tocco magico ad ogni cornice scenica, anche se l’ambiente è molto piccolo.

Idromassaggio

L’idromassaggio permette di distendere, rilassare e massaggiare la muscolatura, magari tesa da una giornata stressante. I getti dell’idromassaggio hanno la funzione di decomprimere e comprimere i tessuti, rivitalizzando la muscolatura. L’idromassaggio, inoltre, stimola la circolazione favorendo il drenaggio dei liquidi e la tonificazione muscolare rilasciando endorfine utili nei periodi di maggiore stress.

Geyser

I geyser emettono un getto ad alta pressione che miscela aria e acqua, sono installati sul fondo della piscina per garantire un piacevole massaggio plantare e linfodrenante che in poco tempo si diffonde a tutto il corpo.

Fontane cervicale

Queste fontane sono installate a bordo piscina e, oltre ad essere molto eleganti, sono anche ottimi per rilassare la cervicale e distendere tutta la schiena.

Nuoto Controcorrente

Il nuoto controcorrente è un accessorio che trasforma letteralmente la piscina. Potrete nuotare per chilometri e chilometri restando sul posto qualunque sia la dimensione della vostra vasca. Grazie al sistema di miscelazione dell’aria, potrete regolare l’intensità del getto, trasformando anche il nuoto contro corrente in idromassaggio.